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Osteopatia sportiva

Cos’è l’osteopatia? Una risposta può giungere dal rapporto tra questa Professione e lo sport in generale.

“Il movimento è vita”: nell’esporre principi osteopatici notiamo un’evidente analogia con qualsiasi tipo di sport. Ogni atleta, amatore o praticante di un’attività sportiva vede in ogni istante l’esplicazione pratica degli assiomi che formano e arricchiscono un osteopata, giorno per giorno.

L’uso del Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) in ambito sportivo professionistico divenne noto a cavallo del 19° secolo per opera di A.T.Still MD, DO, per le cure prestate agli atleti dei College di Medicina Osteopatica, diventò uno dei pionieri della Medicina dello Sport.

Uno dei personaggi noti della Medicina Manipolativa Osteopatica in ambito professionistico sportivo è stato Forrest “Phog” Allen DO ( 1885 – 1974). Allen era il leggendario allenatore di pallacanestro del Kansas Jayhawks, conosciuto come il padre degli allenatori di basket con le sue 24 squadre vincenti presso l’università del Kansas. Oltre al suo lavoro come capo allenatore, copriva anche il ruolo di Osteopata di squadra, ruolo che gli permise di far conoscere alla comunità scientifica, atleti, allenatori e preparatori l’impatto che l’OMT possiede nel campo dello sport professionistico.

Tale impatto riceve oggi un consenso tale che per la prima volta l’osteopatia è stata inclusa nei servizi di accoglienza medica ai giochi olimpici: 24 osteopati dello sport sono stati selezionati per lavorare nel Team Medico del London Olympic 2012 ( www.osca.org.uk).

Osteopatia e Sport …un binomio perfetto!

I problemi dell’atleta sono particolarmente adatti ai principi e concetti osteopatici e alla loro applicazione (Ward, 2003); l’osteopatia riconosce l’esistenza di molti fattori che indeboliscono sia le capacità sportive sia la tendenza naturale al recupero da eventuali infortuni. Tra i fattori più importanti troviamo i disturbi locali del sistema muscolo-scheletrico.

Gli atleti che si esercitano con temperature estreme e che sperimentano forti stress fisici sono spesso vittime di lesioni muscolo-scheletriche. Queste lesioni rappresentano il problema ricorrente nell’attività sportiva. Tuttavia, poiché meno del 5 % dei problemi muscolo-scheletrici degli atleti richiede un intervento chirurgico, l’osteopata avente abilità nella sintesi osteopatica, derivante dalle forti conoscenze anatomiche, dalla fisiologia e dalla semeiotica del corpo umano, e nel trattamento manipolativo è ben attrezzato nel favorire le risorse di auto guarigione del corpo. La supervisione degli sportivi richiede un’eccellente collaborazione tra operatori medici e paramedici, compreso l’osteopata (Maffettone, 2002; Zimaglia, 2011), previo riconoscimento delle competenze di ogni operatore all’interno del team medico dello sport.

Lo studio di Larequi evidenzia come Fisioterapia e Osteopatia sono attività complementari e indissociabili in un quadro finalizzato a fornire la cura olistica reale con metodi basati sull’evidenza, sicuri sia nei casi di patologie traumatiche o da sovraccarico, nonché nei casi di disturbi funzionali (Larequi, 2010).

L’osteopata che lavora in ambito sportivo è particolarmente addestrato alla biomeccanica e alla gestualità dello sport specifica, che permettono di effettuare la valutazione strutturale dell’organismo per determinare la disfunzione somatica.

È biomeccanicamente intuitivo e fisiologico usare l’OMT negli atleti, perché la prestazione sportiva è principalmente una funzione del sistema neuro-muscoloscheletrico. Nella richiesta di OMT degli atleti si è soliti programmare una prima visita in fase di preparazione pre-campionato, per determinare le disfunzioni somatiche esistenti che potrebbero predisporre a stress biomeccanici, sintomatologia dolorosa, assetti posturali scorretti.  Gli incontri sono stabiliti in base al tipo di sport: si provvede a somministrare OMT per permettere all’atleta di affrontare i carichi della preparazione al meglio e di seguito migliorare il rendimento agonistico in termini di resistenza, forza, consapevolezza spaziale.

 

Competere ad alto livello richiede tessuti sani, struttura perfettamente funzionante, buon coordinamento della rete neuromuscolare e una mente chiara e concentrata. Numerosi ricercatori studiano gli effetti del OMT in vari parametri cinematici della colonna vertebrale, del bacino e il movimento dell’anca suggerendo che il OMT potrebbe migliorare la gamma di movimento e portare ad una migliore performance sportiva (Gunnar et al., 2008).

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